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CIGS: procedura per la richiesta


PROCEDURA PER RICHIEDERE LA CIG. L' azienda interessata, per essere ammessa a beneficiare dell'intervento della Cassa integrazione  deve avviare una fase di consultazione sindacale (sono escluse da questa fase le aziende dei settori edile e lapideo) e, successivamente, una fase amministrativa.


CONSULTAZIONE SINDACALE.
La prima prevede che l’azienda consulti preventivamente le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative per informarle sulle cause della sospensione o della riduzione dell’attività e sul numero dei lavoratori interessati. Su domanda di una delle parti può seguire un esame congiunto della situazione. L’intera procedura deve esaurirsi entro 25 giorni dalla richiesta, ridotti a 10 per le aziende fino a 50 dipendenti.


DECRETO MINISTERIALE.
Il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, tramite decreto autorizza l’azienda  all'utilizzo della CIGS. L'azienda, ottenuta l'autorizzazione, deve presentare,  in via telematica, all'Inps la richiesta di pagamento diretto (al lavoratore) o a conguaglio (tramite azienda).


DOMANDA DELL’AZIENDA ALL’INPS.
L’azienda deve poi  presentare alla sede INPS territorialmente competente (ovvero del luogo in cui è ubicata l’unità produttiva interessata) apposita domanda, nel termine perentorio di 25 giorni dalla fine del periodo di paga in corso al termine della settimana in cui ha avuto inizio la contrazione di attività oggetto della richiesta. Qualora la scadenza del termine coincida con un giorno festivo, la stessa sarà prorogata di diritto al primo giorno successivo non festivo. La domanda deve indicare:

  • le cause che hanno determinato la sospensione o la riduzione dell'orario di lavoro;
  • la presumibile durata della sospensione o riduzione;
  • il numero dei lavoratori interessati e quello delle ore di effettivo lavoro.
  • l'espletamento della procedura sindacale, nonché l'esito della consultazione.


PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA OLTRE IL TERMINE PREVISTO.
In caso di presentazione della domanda oltre il termine previsto, il trattamento di integrazione salariale non può essere accordato per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione. Se dall'omessa o tardiva presentazione della domanda deriva (a danno dei lavoratori) la perdita totale o parziale del diritto all'integrazione, l'imprenditore è tenuto a corrispondere ai lavoratori stessi una somma di importo equivalente all'integrazione non  percepita (art. 7, ultimo comma, legge n. 164 del 20/5/1975).


FONTE:
INPS